Digital Marketing

Lo “sviluppo” del mobile commerce nell’era del digitale: smartphone per navigare ma pc per fare acquisti

mobile commerce

Navighiamo da mobile ma acquistiamo da PC. Come la percezione di insicurezza frena lo sviluppo dello smartphone quale device privilegiato per gli acquisti online. 

Recenti indagini riguardanti il Commercio Elettronico, settore in cui l’Italia, dati Eurostat alla mano, occupa la quartultima posizione con solo il 26% degli italiani che fa acquisti online (contro una media Ue di più del doppio), hanno mostrato come in Europa e negli Stati Uniti sempre più utenti abbiano iniziato ad usare i propri device digitali mobile, soprattutto smartphone, per navigare e fare alcuni acquisti online.

Questo dato è stato confermato dalla ricerca portata avanti da Twenga, motore di ricerca francese per lo shopping online, che vede la Gran Bretagna al primo posto nella graduatoria dei Paesi europei con il maggior tasso di traffico online da mobile con il 31.1%, seguita da Germania (29.7%) e Spagna (29.1%), l’Italia è quinta con il 27.8%.

Tuttavia, come riportato dal provider di soluzioni per il retail multicanale Monetate, nonostante a livello mondiale il tasso di traffico online tramite smartphone sia cresciuto tra il 2014 e il 2015 (vedi l’articolo precedente)  del 40.1% (da 16.2% del primo trimestre del 2014 si è giunti al 22.7%nel 2015), rimane pur sempre inferiore rispetto a quello registrato da PC (a marzo 2015 pari al 61.1%).  Inoltre, nel momento di concludere l’acquisto gli utenti privilegiano l’utilizzo del PC (60%) e del tablet (25.6%) rispetto allo smartphone (13.6%), il cui tasso di conversione è solo del 1.3%. (Ecommerce Site Traffic – Emarketer)

Questa scelta è determinata dalla percezione che gli utenti hanno del device in termini di sicurezza e di accuratezza delle informazioni che riescono ad ottenere durante la navigazione. Infatti, le principali barriere nella ricerca e/o acquisto di beni da smartphone sono riconducibili alla difficoltà di vedere il prodotto in modo adeguato su uno schermo piccolo (il 40% degli intervistati sono concordi nel ritenere questo come motivo principale) o di inserire correttamente i dati (34% degli intervistati), all’incertezza di avere una connessione sicura (23% degli intervistati) finanche alla paura che vengano sottratti i dati della carta di credito (15% degli intervistati).

 

Altro elemento interessante emerso dalle ricerche in Gran Bretagna in merito allo sviluppo del mobile commerce è che i giovani Millennials (giovani dai 18 ai 24 anni), nonostante abbiano per primi reso le tecnologie digitali e il mobile elementi fondamentali del proprio stile di vita, utilizzano poco tali strumenti per fare acquisti online, con abitudini di consumo pari a quelle dei Boomers (55 – 64 anni). Probabilmente il motivo di tale circostanza risiede nel fatto che preferiscano utilizzare lo smartphone per altre attività (di intrattenimento o autocelebrazione), diminuendo così le occasioni di acquisto durante il mese. Tuttavia, in quelle poche occasioni sono disposti a spendere un budget più elevato, secondo il binomio: minor frequenza ma massima spesa.

valerie fregonese

Spirito di iniziativa, curiosità e voglia di mettersi alla prova. Questi i tre ingredienti “segreti” che da Mediatrice linguistica cosmopolita qual ero mi hanno introdotto nello stimolante, sfidante e sconfinato mondo della comunicazione e del marketing digitale. Una vera passione, contagiosa!

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